Agricoltura e ambiente by Carmignani

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Classicism and Romanticism in Italian literature : Leopardi's Discourse on Romantic poetry

In 1816 a violent literary quarrel engulfed Bourbon recovery Italy. On one part the Romantics sought after a gap up of Italian tradition in the direction of Europe, and at the different the Classicists favoured an inward-looking Italy. Giacomo Leopardi wrote a Discourse of an Italian on Romantic Poetry aiming to give a contribution to the talk from a brand new standpoint

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Tali erano le caratteristiche linee fondamentali religiose, sociali e politiche dell’epoca nella quale si inseriscono i manoscritti di Qumrân come attestano i dati archeologici e paleografici; è dunque in questo tormentato e fecondo periodo della Palestina e della storia ebraica che si ambientano gli scritti e gli avvenimenti di Qumrân. La scoperta chiarifica vari eventi particolari e molte tensioni spirituali solo sommariamente note in precedenza, e a lor volta i manoscritti vengono inquadrati realisticamente in quello che fu il loro ambiente naturale, suscitando, come ogni scoperta, nuovi problemi, ma gettando anche molta luce su un periodo per tanti versi prima molto oscuro, pur essendo sempre stata considerata indubbia la sua straordinaria carica di energia intellettuale, morale e religiosa.

89] Eccone una prova. In diverse occasioni si elevarono su questo paese numerosi sovrani, diversi di carattere e di tendenze. Gli uni rivaleggiarono per la crudeltà con le bestie più feroci, non risparmiando alcun genere di atrocità, immolando come un gregge i loro sudditi e tagliandoli a pezzi e smembrandoli, ancora vivi, come se fossero dei macellai, né cessarono fino a quando la giustizia, che veglia sui destini umani, non fece subire loro gli stessi flagelli; [90] altri evitarono l’eccitazione e la rabbia con un altro genere di malignità, colmi da una indicibile crudeltà, parlavano sereni velando con l’ipocrisia di parole dolci un’anima profondamente odiosa, carezzevoli come cani dai denti avvelenati, furono autori di mali incurabili, lasciarono di città in città i disastri indimenticabili di quanti dovettero soffrire, quali monumenti della loro empietà e del loro odio per gli uomini.

Teicher in una lunga serie di articoli. I manoscritti risalgono grosso modo al periodo che va dal 70 d. C. al 303 anno in cui furono nascosti nelle grotte sotto la pressione della persecuzione di Diocleziano. Il «maestro di giustizia» è Gesù e il «sacerdote empio» è Paolo. Inizialmente il Teicher pensava alla setta degli ebioniti (‘ ebiônîm «poveri» è uno dei nomi che si davano i qumraniani), ma ora (da una corrispondenza privata) preferisce parlare semplicemente di cristiani del periodo post-apostolico; il testo più antico sarebbe il Commento ad Abacuc, risalente all’età apostolica.

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